A Torino la Corte d’Appello ribalta il verdetto: i ciclofattorini sono etero-organizzati.

di Redazione -
La Corte d’Appello di Torino ha parzialmente accolto i ricorsi presentati dai ciclofattorini di Foodora contro la sentenza di primo grado dello scorso maggio che aveva ricondotto le prestazioni dei ricorrenti entro l’area dell’autonomia. È stato reso noto esclusivamente il dispositivo della sentenza, che si pubblica. Vi si legge che ai lavoratori vengono assicurati tutti i trattamenti economici («retribuzione diretta, indiretta e differita») propri del lavoro subordinato e ricavati dal CCNL. Il diritto a tali trattamenti – si legge ancora – sorge «ex art. 2 d.lgs. n. 81/2015». Salvo le rituali formule di condanna al pagamento e le decisioni sulle spese, il dispositivo non aggi. . .