Telecamere, controlli “difensivi” e pubblico impiego: fino a che punto la prova penale può reggere il licenziamento disciplinare?

di P. Dui -
La sentenza 16 dicembre 2025,n. 32835 della Sezione lavoro della Corte di cassazione si inserisce in un filone ormai centrale nel contenzioso disciplinare del pubblico impiego privatizzato: l’intreccio tra regole del procedimento disciplinare, accertamenti fondati su strumenti tecnologici e “tenuta” della prova quando l’illecito emerge attraverso indagini penali. Il caso è paradigmatico perché costringe la Corte a distinguere, con un taglio molto operativo, tra controlli datoriali (e relative garanzie) e attività della polizia giudiziaria, con ricadute immediate sia sulla decadenza dall’azione disciplinare sia sulla utilizzabilità dei risultati delle videoriprese. In generale, . . .