Per ogni problema complesso esiste una soluzione semplice, che in genere è quella sbagliata: il licenziamento dei dirigenti nel blocco Covid

di Michele De Luca -

Il “giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 604/66” delimita il campo d’applicazione del blocco al tempo del Covid-19 – anche per il licenziamento economico individuale dei dirigenti – in quanto tale licenziamento è escluso (ai sensi dell’articolo 10 della stessa legge 604/66) – soltanto dalla disciplina limitativa dei licenziamenti, stabilita contestualmente (art. 5-8) – siccome stabilito dalla Corte costituzionale (fin dalla remota sentenza n.121 del 1972). Peraltro la correlazione – con le integrazioni salariali – non incide sulla disciplina positiva (del campo d’applicazione) del blocco dei licenziamenti al tempo del Covid -19. Infatti ne costituisce – a far tempo dalla seconda proroga del blocco (15 agosto 2020) – soltanto una condizionalità, peraltro integrata dal diritto dei datori di lavoro – ad accedere alle integrazioni – a prescindere, dalla inclusione dei dipendenti, investiti dal licenziamento vietato, tra i destinatari di tale trattamento. Palesemente sbagliata risulta, pertanto, la pronuncia più recente sul punto – a quanto consta – del Tribunale di Roma (ordinanza 15 aprile 2021),che – discostandosi, a sua insaputa, da un proprio precedente (ordinanza 26 febbraio 2021) – aderisce alla soluzione negativa – del problema attinente, appunto, alla soggezione del licenziamento economico individuale dei dirigenti al blocco da Covid – in base, essenzialmente, al rilevo che, da un lato, “il datore di lavoro (…..) non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 604/66, diposizione quest’ultima che pacificamente non si applica ai dirigenti (…..)” ed in considerazione, dall’altro, della “chiara ed evidente simmetria tra blocco dei licenziamenti e soccorso della collettività generale (attraverso gli ammortizzatori sociali)”. La soluzione sbagliata, all’evidenza, lascia irrisolto il problema e ne impone una soluzione alternativa. La definizione delle tipologie di licenziamento soggette al blocco – nominatim e mediante rinvio alla nozione legale rispettiva (licenziamenti individuali per “giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’articolo 3, della legge 15 luglio 1966, n. 604”), per quel che qui interessa – include i licenziamenti.

The “justified objective reason pursuant to Article 3 of Law no. 604/66” delimits the field of application of the dismissal ban at the time of Covid-19 – also for the individual economic dismissal of managers – as such dismissal is excluded (pursuant to article 10 of the same law 604/66) – only by the limiting discipline of dismissals, established at the same time (art. 5-8) – as established by the Constitutional Court (since the remote sentence no.121 of 1972). Moreover, the correlation – with wage supplements – does not affect the positive discipline (of the field of application) of the redundancy ban at the time of Covid -19. In fact it constitutes – starting from the second extension of the block (15 August 2020) – only a conditionality, moreover integrated by the right of employers – to access the integrations – regardless of the inclusion of employees, invested by the prohibited dismissal, between the recipients of this treatment. Therefore, the most recent ruling on this point – as far as we know – of the Court of Rome (order of 15 April 2021) is clearly wrong, which – departing, without its knowledge, from its own precedent (order of 26 February 2021) – adheres to the solution negative – of the problem relating, in fact, to the subjection of the individual economic dismissal of executives to the block from Covid – essentially based on the observation that, on the one hand, “the employer (… ..) cannot withdraw from the contract for justified objective reason pursuant to article 3 of law no. 604/66, the latter provision that peacefully does not apply to executives (… ..)” and in consideration, on the other hand, of the “clear and evident symmetry between the blocking of dismissals and relief from the general community (through social safety nets)”. Evidently the wrong solution leaves the problem unsolved and requires an alternative solution. The definition of the types of dismissals subject to the ban – nominatim and by reference to the respective legal notion (individual dismissals for “justified objective reason pursuant to article 3, of law no. 604 of 15 July 1966”), for what concerns here – includes layoffs.