La Corte di Cassazione torna ad affrontare le problematiche legate all’occupazione di lavoratori in l.s.u., chiarendo tra l’altro che un impiego in questi ultimi non equivale a un rapporto di lavoro subordinato a termine

di L. Pelliccia -
I lavori socialmente utili (LSU), unitamente alla loro variante lavori di pubblica utilità (LPU), hanno per lungo tempo rappresentato (in un verso e in un altro) il tentativo di trovare soluzioni (in prospettiva) occupazionali a soggetti che avevano perso lavoro, prevalentemente a seguito di licenziamenti collettivi, conclusione degli interventi di sostegno al reddito, ecc. Del resto, il lavoro c.d. socialmente utile sembrava poter rappresentare il passaggio da un modello essenzialmente assistenziale (welfare) ad un modello di tutela sociale (workfare) nel quale il disoccupato, a fronte di un’indennità economica e un’assistenza previdenziale, era chiamato a rendere una prestazione lavo. . .