Inscindibilità delle pattuizioni e efficacia generale del contratto collettivo aziendale

di Vincenzo Ferrante -

Il caso riguarda un accordo aziendale, attraverso il quale le parti, non solo individuano i criteri di scelta dei lavoratori da licenziare collettivamente, ma pattuiscono anche una riduzione della durata del preavviso. Le due clausole sono collegate fra loro, poiché il datore accettando di intimare il recesso solo a quanti avevano già maturato il diritto a pensione, chiede in cambio di vedere ridotti i costi che deriverebbero dal preavviso che, nel caso di specie, viene ad essere monetizzato. La Corte di appello, chiamata a pronunziarsi su ricorso di un lavoratore che pretendeva l’integrale pagamento del preavviso, contestando l’applicazione di un accordo collettivo non sottoscritto dal sindacato al quale egli aderiva, aveva rifiutato di attribuire alla clausola di riduzione della durata del preavviso natura di accordo “gestionale”, in quanto tale qualificazione non può applicarsi al di fuori delle ipotesi nelle quali l’accordo sia diretto a conformare un potere, che resta esclusivamente unilaterale, secondo il modello dell’obbligazione favore di terzo. La Cassazione rovescia ora questa impostazione, riconoscendo all’accordo natura di “speciale intesa”, produttiva di effetti nei confronti di tutti i dipendenti dell’azienda, in quanto finalizzato alla gestione delle crisi aziendali ed occupazionali e diretto a disciplinare le conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro, in piena conformità all’art. 8, legge n. 148/2011. Il commento, prendendo spunto dalla vicenda, si interroga più in generale sulla possibilità di riconoscere agli accordi aziendali efficacia vincolante per tutti i lavoratori, anche ove non possa farsi applicazione delle previsioni del 2011.

The case concerns a company agreement, through which the parties not only identify the criteria for choosing workers to be fired collectively, but also agree to a reduction in the length of the notice period. The two clauses are interconnected, since the employer, by agreeing to give the notice period only to those who had already accrued pension rights, asks, in exchange, to see a reduction in the costs deriving from the notice period. The Court of Appeal, called to rule on the case by a worker who complained about the loss of his right to compensation as a result of a collective agreement not signed by the union to which he belonged, had refused to attribute to the clause reducing the length of the notice period the nature of a “management” agreement, as this qualification can not be applied outside the hypotheses in which the agreement is intended to conform a power, which remains exclusively unilateral, according to the model of the obligation in favor of a third party. The Supreme Court overrules this approach, recognizing the nature of that agreement as a “special agreement”, productive of effects in respect of all the employees of the company, in full compliance with art. 8, Law No. 148/2011. Starting form this decision the Author wonders about the possibility of recognizing corporate agreements as binding for all workers, even when the provisions of 2011 can not be applied.