In dubio pro mobber: la prova diabolica dell’intento persecutorio nella fattispecie giurisprudenziale del mobbing

di D. Tambasco -
L’ultima pronuncia della Corte di Cassazione in materia di mobbing (Cass., 27 aprile 2022, n. 13183) conferma come, nel diritto vivente, la prova di questa articolata fattispecie di conio giurisprudenziale sia diventata pressoché diabolica. Si tratta di fattispecie derivata dall’interpretazione evolutiva dell’art. 2087 c.c. che, secondo un orientamento ormai cristallizzato, consta di quattro elementi fondamentali (ex multis, Cass., 2 dicembre 2021, n. 38123; Cass., 4 marzo 2021, n. 6079; Cass., 29 dicembre 2020, n. 29767; Cass., 11 dicembre 2019, n. 32381): a) una serie di comportamenti di carattere persecutorio (illeciti o anche leciti se considerati singolarmente, Cost., 19 dicembre. . .