Il contratto dei riders

di Giulio Centamore -

La vicenda dei riders prosegue – oltre che nelle strade delle nostre città – nelle aule giudiziarie e nel dibattito dottrinale. Lo scritto prende spunto dal decreto ex art. 28, st. lav., del 30 giugno 2021 del Tribunale di Bologna, che ha considerato antisindacale il comportamento di Deliveroo Italia consistito nell’aver imposto ai riders l’accettazione del contratto collettivo Assodelivery e UGL Rider del 15 settembre 2020. Il commento si sofferma principalmente su due questioni: quella relativa all’esperibilità dell’azione ex art. 28, st. lav., nei confronti di un committente di collaborazioni ricadenti nell’art. 2, comma 1, d.lgs. n. 81/2015 e quella concernente l’individuazione della categoria contrattuale da prendere a riferimento per stabilire chi siano le organizzazioni comparativamente più rappresentative legittimate a dare attuazione ai rinvii che la legge rivolge alla contrattazione collettiva.

The affaire “riders” continues both in the case law and in the theoretical debate. The article deals with a decree of the Court of first instance of Bologna. The judge held that Deliveroo Italia’s behaviour was anti-union, under article 28 of the law no. 300/1970, consisting in having imposed on riders the acceptance of the collective agreement Assodelivery and UGL Rider of 15 September 2020. The comment focuses mainly on two issues: that relating to the availability of the action pursuant to art. 28, st. lav., towards a client of collaborations falling under art. 2, paragraph 1, legislative decree n. 81/2015 and that concerning the identification of the contractual category to be taken as a reference to establish who are the comparatively most representative organizations entitled to implement the references that the law addresses to collective bargaining.

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