È sorretto da giusta causa il licenziamento per post diffamatori a mezzo social network

di G. Giannini -
È sorretto da giusta causa il licenziamento del lavoratore che, dopo essere stato reintegrato a seguito del “primo” licenziamento, pubblica sui social network post che denotano un “palese intento diffamatorio” nei confronti della società datrice di lavoro eccedendo così quei “limiti di continenza formale, il cui superamento integra comportamento idoneo a ledere definitivamente la fiducia che è alla base del rapporto di lavoro” (cfr. Cass. n. 19092/2018). Con Ordinanza n. 13764 del 17 maggio 2024, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sul tema della diffusione di messaggi diffamatori mediante l’utilizzo di social network nel solco di precedenti pronunce sullo stes. . .