Discriminazione per età nella disciplina del lavoro intermittente? Un secco no da Lussemburgo.

di S. D'Ascola -
Con una recente e attesissima pronuncia, i giudici della Corte di Giustizia dell’Unione Europea hanno stabilito che la disciplina italiana del lavoro intermittente (o “a chiamata”) non contrasta con il divieto di discriminazione in base all’età. La fonte principale che pone tale divieto – la Direttiva 2000/78/CE – non osta infatti alla previsione di un contratto di lavoro in base al quale il datore possa assumere un lavoratore per svolgere determinate prestazioni sino al momento in cui quest’ultimo compie 25 anni, per poi licenziarlo (o meglio, smettere di “chiamarlo”) quando raggiunge questa soglia anagrafica. Il contenzioso è arrivato a Lussemburgo all’esito d. . .