La (non) incidenza del difetto della “compresenza fisica” nel medesimo luogo di lavoro sul rischio c.d. interferenziale

di T. Zappia -
Il caso esaminato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 25113 del 12/09/2025 attiene all’infortunio subito da un lavoratore, alle dipendenze dell’impresa appaltatrice, durante la manutenzione di un macchinario presso la sede della società committente. Esclusa la responsabilità di quest’ultima, il giudice di primo grado ha condannato al risarcimento del danno (patrimoniale e non) esclusivamente la società datrice di lavoro. La decisione è stata confermata dalla Corte di appello. I giudici del merito, infatti, hanno escluso l’esistenza del rischio c.d. interferenziale e i conseguenti obblighi scaturenti dall’art. 26 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81. In particolare, è stato. . .