Il microassenteismo tattico come violazione dei doveri di correttezza e buona fede e causa di scarso rendimento

di F. Filippi -
Il binomio tra diritto alla salute e dovere di diligenza trova un nuovo punto di equilibrio nella sentenza della Corte di Cassazione del 20 gennaio 2026, n. 1161, che affronta il caso di una lavoratrice del settore autoferrotranvieri licenziata per scarso rendimento a causa di una condotta sistematica di microassenteismo. La dipendente era solita fruire di assenze per malattia di brevissima durata, collocate strategicamente in prossimità di riposi settimanali o festività. Il punto nodale della decisione risiede nel superamento della “neutralità” della malattia: i giudici di legittimità chiariscono che, sebbene l’assenza per infermità sia tutelata dal periodo di comporto (art. 2110. . .