Dignità del lavoratore e libertà di iniziativa economica, rivoluzione industriale 4.0 e rapporto di lavoro dei riders

di Giuseppe Santoro-Passarelli -

L’autore affronta il tema del rapporto tra i diritti collegati alla dignità della persona (articoli 2, 3, comma 2, 4, 32, 36, 38 della Costituzione) e l’iniziativa economica garantita dall’art. 41 e contesta la tesi del presunto bilanciamento tra interessi asimmetrici soprattutto perché l’economia globalizzata aumentando la competitività tra le imprese obbliga le stesse a ridurre i costi produzione e quindi le tutele del lavoro e perciò sposta il bilanciamento inevitabilmente a favore dell’interesse dell’impresa mentre ad avviso dell’autore i diritti collegati alla dignità del lavoratore non posso essere oggetti di bilanciamento come del resto il diritto alla retribuzione che deve essere comunque sufficiente. Parimenti la temporaneità dei contratti di lavoro, nel lavoro privato, costituiscono spesso una sequenza di rapporti per essere assunti dal datore di lavoro, denominata precarietà che lede ad avviso dell’autore la dignità della persona del lavoratore. Accanto alla temporaneità, l’industria 4.0, non quando riguardi i lavoratori altamente specializzati, ma coloro che lavorano mediante piattaforme e non solo i riders ma coloro che lavorano con Amazon ad esempio, sono lavoratori che spesso continuano a ricevere compensi a cottimo e sono falsamente autonomi. Come pure il lavoro agile a seguito della pandemia non è più lo smart working dove era indispensabile il consenso del lavoratore ma è un home working in cui il datore di lavoro decide unilateralmente questa modalità di esercizio della prestazione di lavoro e il diritto alla disconnessione ormai non coincide con l’orario di lavoro ma va ben oltre il tempo di lavoro. L’autore infine propone una rivisitazione della fattispecie del lavoro subordinato che scoraggi l’instaurazione di forme di falso lavoro autonomo.

The author addresses the issue of the relationship between rights related to the dignity of the person (articles 2, 3, paragraph 2, 4, 32, 36, 38 of the Constitution) and the economic initiative guaranteed by art. 41 and disputes the thesis of the presumed balance between asymmetrical interests above all because the globalized economy, by increasing the competitiveness between companies, forces them to reduce production costs and therefore the protection of labor and therefore inevitably shifts the balance in favor of the interest of enterprise while in the author’s opinion the rights connected to the dignity of the worker cannot be objects of balance as well as the right to remuneration which must in any case be sufficient. Likewise, the temporary nature of employment contracts, in private work, often constitutes a sequence of relationships to be hired by the employer, called precariousness which, in the author’s opinion, affects the dignity of the person of the worker. Alongside temporariness, industry 4.0, not when it concerns highly skilled workers, but those who work through platforms and not just riders but those who work with Amazon for example, are workers who often continue to receive piecework wages and are falsely autonomous. Likewise, remote working following the pandemic is no longer smart working where the consent of the worker was essential but it is home working in which the employer unilaterally decides this method of exercising the work performance and the right to disconnect no longer coincides with working hours, but goes far beyond working time. Finally, the author proposes a review of the case of subordinate work that discourages the establishment of forms of false self-employment.