Recepita l’ultima direttiva sul distacco in una prestazione di servizi

di Redazione -

In Gazzetta Ufficiale n. 229 del 15 settembre 2020, è stato pubblicato il d.lgs. 15 settembre 2020, n. 122, Attuazione della direttiva (UE) 2018/957 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 giugno 2018, recante modifica della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi.

Tale decreto, novellando il d.lgs. n. 136/2016, ha previsto l’applicazione della disciplina di quest’ultimo anche ai rapporti di servizi tra agenzie di somministrazione ed utilizzatori appartenenti a Stati Membri diversi.

Il d.lgs. n. 136/2016 troverà dunque applicazione nei confronti delle agenzie di somministrazione di lavoro stabilite in uno Stato membro terzo che distaccano presso impresa utilizzatrice con sede nel medesimo o in altro Stato membro uno o più lavoratori da quest’ultima impresa inviati, entro una prestazione transnazionale di servizi, diversa dalla somministrazione, presso una propria unità produttiva o altra impresa, anche parte dello stesso gruppo, che abbia sede in Italia.

In siffatte ipotesi i lavoratori saranno considerati distaccati in Italia dall’agenzia di somministrazione con la quale ha corso il rapporto di lavoro.

Il decreto si applicherà anche alle agenzie di somministrazione stabilite in uno Stato membro diverso dall’Italia che distaccano presso impresa utilizzatrice che ha sede o unità produttiva in Italia, uno o più lavoratori da tale ultima impresa inviati, entro una prestazione transnazionale di servizi, diversa dalla somministrazione, nel territorio di un altro Stato membro, diverso da quello in cui ha sede.

Anche in tal caso il lavoratore è considerato distaccato dall’agenzia con la quale intercorre il rapporto di lavoro.

Altra radicale modifica ha riguardato il comma 1 dell’art. 4 d.lgs. n. 136/2016: si è stabilito che ai rapporti di lavoro tra le imprese e i lavoratori distaccati si applicano, nel periodo del distacco, se più favorevoli, le stesse condizioni di lavoro e di occupazione previste in Italia da previsioni normative e contratti collettivi, per i lavoratori che effettuano prestazioni lavorative subordinate analoghe nel luogo del distacco, per tutte le seguenti materie:

a) periodi massimi di lavoro periodi minimi di riposo;

b) durata minima dei congedi annuali retribuiti;

c) retribuzione, comprese le maggiorazioni per lavoro straordinario. Tale previsione non si applica ai regimi pensionistici di categoria;

d) condizioni di somministrazione di lavoratori, con particolare riferimento alla fornitura di lavoratori da parte di agenzie di somministrazione;

e) salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;

f) provvedimenti di tutela riguardo alle condizioni di lavoro e di occupazione di gestanti o puerpere, bambini e giovani;

g)parità di trattamento fra uomo e donna, nonché altre disposizioni in materia di non discriminazione;

h) condizioni di alloggio adeguate per i lavoratori, nei casi in cui l’alloggio sia fornito dal datore di lavoro ai lavoratori distaccati lontani dalla loro abituale sede di lavoro;

i) indennità o rimborsi a copertura delle spese di viaggio, vitto e alloggio per i lavoratori fuori sede per esigenze di servizio.

È stato poi introdotto all’art. 4 bis il “Distacco di lunga durata”: se la durata effettiva di un distacco è maggiore di dodici mesi, ai distaccati si applicano, se più favorevoli, oltre alle condizioni di lavoro e di occupazione poc’anzi citate, tutte le condizioni di lavoro e di occupazione previste in Italia da disposizioni normative e dai contratti collettivi nazionali e territoriali stipulati da organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, eccetto quelle concernenti:

a) le procedure e le condizioni per la conclusione e la cessazione del contratto di lavoro;

b) le clausole di non concorrenza;

c) la previdenza integrativa di categoria.

Con notifica motivata al Ministero del lavoro da parte del prestatore di servizi, inoltre, la durata del distacco può essere estesa sino a un massimo di 18 mesi.

L’articolo 4-bis comma 3 prevede che in caso di sostituzione di uno o più lavoratori distaccati, la durata di 12 o 18 mesi verrà calcolata in base alla somma di tutti i periodi di lavoro prestato dai singoli lavoratori.

L’art. 10 bis stabilisce infine l’obbligo per l’impresa utilizzatrice che ha sede in Italia, presso la quale sono distaccati lavoratori, di informare l’agenzia di somministrazione distaccante sulle condizioni di lavoro e di occupazione che trovano applicazione ai lavoratori distaccati.

Per tutta la durata della prestazione di servizi, e fino a due anni dalla cessazione, l’impresa utilizzatrice è tenuta a conservare copia dell’informativa tradotta in lingua italiana e della relativa trasmissione per esibizione agli organi di vigilanza.

La Redazione

Visualizza il documento: d.lgs. 15 settembre 2020, n. 122

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