Osservazioni in tema di ripetibilità delle somme corrisposte a seguito di un ordine (non ottemperato) di reintegrazione

di Giulio Centamore -

A partire dalla sentenza n. 86/2018 della Corte costituzionale, l’autore si confronta con uno dei temi più discussi, in dottrina e in giurisprudenza, tra quelli sollevati, fin dall’emanazione nel 1970 dello Statuto dei lavoratori, dall’art. 18: la ripetibilità delle somme corrisposte dal datore di lavoro al lavoratore a seguito di un provvedimento giudiziale che ordina la reintegrazione nel posto di lavoro, nel caso in cui tale provvedimento rimanga non ottemperato dal datore di lavoro mediante ripristino funzionale del rapporto e sia, in seguito, riformato. Con la sentenza in epigrafe, la Corte costituzionale si pone sulla scia della propria precedente giurisprudenza del 1998 e di un consolidato orientamento di legittimità, che da anni (il leading case è del 2000) afferma la natura risarcitoria (e non retributiva) di tali somme e, perciò, la loro ripetibilità, da parte del datore di lavoro, in caso di riforma. Restano, tuttavia, alcune criticità di fondo, che, ad avviso dell’autore, l’orientamento in questione non riesce a superare, neanche a seguito della posizione assunta dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 86.