Una nuova Autorità Europea per vigilare sul lavoro.

di V. Ferrante -

Il Presidente della Commissione europea J. C. Junker sembra deciso a contrassegnare il suo mandato, oramai alla fine, con un insolito attivismo nelle materie sociali, essendo riuscito non solo a varare una direttiva sulla protezione dei lavoratori (in particolare quelli “atipici”) ma anche a costituire, in meno di due anni, l’Autorità europea del lavoro, un’Agenzia dell’Unione che avrà sede a Bratislava.

L’Autorità europea del lavoro (ELA) è chiamata sostanzialmente a coordinare l’attività di vari comitati e organismi già esistenti, avvalendosi di circa 140 dipendenti, alcuni dei quali distaccati dai paesi dell’UE e conta di raggiungere la sua piena capacità operativa entro il 2024.

Il principale obiettivo che l’ELA si propone è il sostegno alla cooperazione tra i paesi dell’UE, soprattutto nell’applicazione transfrontaliera della legislazione dell’Unione (per es. in tema di distacco di lavoratori o di somministrazione).

Essa mira quindi a facilitare il dialogo fra gli Ispettorati del lavoro nazionali (e il flusso di dati condivisi), anche nella prospettiva di assicurare l’effettiva irrogazione delle sanzioni pecuniarie comminate da paesi diversi rispetto a quello dove i trasgressori hanno la loro residenza o sede abituale.

Si ipotizzano altresì possibili ispezioni congiunte, al fine di porre in essere una efficace azione di contrasto al lavoro nero prestato da cittadini europei e non europei.

Vincenzo Ferrante, professore ordinario nell’Università Cattolica del Sacro Cuore

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