L’utilizzo del permesso ex art. 33, l. n. 104 del 1992 per fini complementari all’assistenza personale del congiunto disabile è legittimo, spettando al lavoratore dimostrare la funzionalizzazione delle attività contestate all’interesse dell’assistito

di Michele Palla -

Il commento si sofferma sulla questione dell’utilizzo dei permessi per l’assistenza ai congiunti disabili per attività diverse dall’assistenza personale in senso stretto (ovvero come presenza fisica presso l’interessato), ma comunque funzionali alla tutela degli interessi del soggetto in condizione di bisogno. In quel caso, non può ritenersi integrato un uso strumentale e deviato dell’istituto tale da legittimare un provvedimento espulsivo.