L’inattività lavorativa imposta dal datore di lavoro dà diritto al risarcimento del danno.

di Redazione -

Si segnala l’interessante ordinanza n. 12485 della Corte di Cassazione secondo la quale il lavoratore, ai sensi dell’art. 2103 c.c. ha diritto non solo a svolgere le mansioni per le quali è stato assunto (o quelle equivalenti alle ultime effettivamente svolte) ma anche diritto all’esecuzione della prestazione lavorativa e cioè a non essere allontanato da ogni mansione.

Tale violazione, infatti, comporta un danno risarcibile dal datore di lavoro, salvo che l’inattività sia giustificata dall’esercizio del potere disciplinare o della libertà imprenditoriale garantita dalla Costituzione ai sensi dell’art. 41 Cost.

La Redazione

Visualizza il documento: Cass., ordinanza 24 giugno 2020, n. 12485

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