L’impugnativa stragiudiziale del licenziamento non sottoscritta trasmessa a mezzo pec non impedisce il maturarsi della decadenza prevista dall’art. 6 della l. n. 604/1966

di Redazione -

Si segnala un’interessante sentenza del giudice del lavoro di Palermo in tema di validità dell’impugnazione stragiudiziale del licenziamento non sottoscritta ed inviata tramite pec dal difensore del lavoratore.

Nel caso portato all’attenzione del giudice siciliano, l’impugnativa del licenziamento era stata trasmessa a mezzo posta elettronica certificata dall’indirizzo del difensore del lavoratore e alla e-mail di trasmissione era stata allegata una copia scansionata in pdf della lettera di impugnativa, che non recava alcuna sottoscrizione.

Il documento allegato non era firmato digitalmente né dal lavoratore né dal difensore e alla pec non era stata allegata né la procura alle liti né un’attestazione di conformità degli atti allegati.

Il datore di lavoro convenuto in giudizio aveva rilevato l’inidoneità dell’impugnativa trasmessa ad impedire il maturarsi della decadenza prevista dall’art. 6 l. n. 604/1966, perché priva dei requisiti di forma di cui all’art. 2702 c.c.

Il giudice del lavoro, alla luce dell’art. 22 d.lgs. n. 82/2005, ha affermato che «la scansione dell’impugnazione cartacea può avere la stessa efficacia probatoria dell’originale da cui è estratta solo nei seguenti casi:

1) se ad essa è apposta una firma digitale o elettronica qualificata o elettronica avanzata dal lavoratore e/o dal difensore (giusto il richiamo operato dal comma 1 dell’art. 22 d.lgs. n. 82/2005 all’art. 20 comma 1 bis primo periodo d.lgs. cit.); in tale caso, infatti, l’atto scansionato acquista natura di “documento informatico”; 2) se è accompagnata da valida attestazione di conformità di un notaio o di altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, secondo le regole stabilite ai sensi dell’art. 71 d.lgs. n. 82/2005 (art. 22, comma 2, d.lgs. n. 82/2005) ;

3) se è stata formata in origine su supporto analogico nel rispetto delle regole tecniche di cui all’art. 71 d.lgs. 82/2005 e la sua conformità all’originale non è espressamente disconosciuta (art. 22, comma 3, d.lgs. n. 82/2005)».

Non rientrando l’impugnativa trasmessa in nessuna di tali ipotesi il giudice ha accolto l’eccezione e rigettato il ricorso.

La Redazione

Visualizza il documento: Trib. Palermo, 28 ottobre 2020

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