I limiti al potere di controllo sui lavoratori nell’uso di internet e dei servizi di comunicazione elettronica: per un diritto alla moderazione

di Cinzia Carta -

Sinossi. Il saggio esamina i limiti al potere di controllo a distanza del datore di lavoro, con particolare riferimento ai dati ricavabili per via dell’uso di internet o degli strumenti di posta elettronica che siano stati predisposti per lo svolgimento dell’attività lavorativa. L’analisi si concentra sulla formulazione dell’art. 4, l. n. 300/1970 successiva alle modifiche apportate dall’art. 23, D.lgs. n. 151/2015, nonché sulla disciplina posta dall’ordinamento a tutela della privacy (D.lgs. n. 196/2003 e Regolamento UE n. 2016/679), per concludere con l’esame della giurisprudenza della Corte EDU sulla tutela accordata dall’art. 8 della CEDU. Dall’insieme delle fonti esaminate, l’autrice deduce l’emergere di nuovi e dettagliati limiti al potere di controllo, che non può essere esercitato in modo occulto, né sproporzionato, a prescindere dalle tecnologie adoperate.

Abstract. This paper analyzes the boundaries of the employer’s supervisory power, with particular reference to the protection of personal data in the employment relationship. In fact, the use of new technologies at work, such as internet and its electronic means of communications, may allow the processing of an enormous amount of personal data, especially if those technologies have to be used in order to perform work. The author analyses the right to protection of personal data with respect to its multilevel legal framework (dart. 4, l. n. 300/1970, modified by art. 23, D.lgs. n. 151/2015;  D.lgs. n. 196/2003 e Regulation EU n. 2016/679; art. 8, ECHR) and comes to the conclusion that the supervisory power cannot be disproportionate nor hidden, despite the opportunities offered by new technologies.