La Corte di Giustizia dovrà pronunciarsi sul diritto del lavoratore illegittimamente licenziato all’indennità sostitutiva delle ferie nel cd. periodo intermedio.

di Redazione -

Un nuovo capitolo per la questione della maturazione del diritto alle ferie per il lavoratore nel periodo compreso tra il licenziamento e la reintegrazione.

Come noto, l’orientamento giurisprudenziale poteva considerarsi consolidato nell’escludere il riconoscimento del diritto all’indennità sostituiva delle ferie non godute, in ragione del mancato svolgimento effettivo della prestazione lavorativa (tra le tante Cass., 29 novembre 2016, n. 24270).

Con l’ordinanza in commento, la Cassazione propone una diversa ricostruzione del tema che segue due traiettorie concorrenti.

In primo luogo il giudice di legittimità ricorda che in caso di licenziamento illegittimo con diritto del lavoratore alla reintegrazione, il regime dell’atto di recesso è quello della nullità di diritto comune, con diritto del lavoratore alla ricostituzione de jure – e con effetto ex tunc – del rapporto di lavoro.

In secondo luogo la Cassazione ricostruisce la normativa europea ed interna in materia di ferie, anche alla luce dell’elaborazione della Corte di giustizia: se è vero che il diritto alle ferie retribuite è in linea di principio collegato all’effettivo svolgimento della prestazione lavorativa, non vi è però un «netto automatismo» tra tali due dati. Possono infatti incidere fattori esterni, non imputabili al lavoratore, ai fini del riconoscimento dell’indennità sostitutiva (es. malattia). Entro questa prospettiva si pone dunque il dubbio interpretativo circa la maturazione del diritto anche nel caso in cui il dipendente sia stato illegittimamente estromesso dal datore di lavoro.

Di qui la rimessione alla Corte di giustizia affinché verifichi la conformità al Diritto dell’Unione (art. 31 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE e art. 7, par. 2, Dir. 2003/78) di una prassi nazionale che escluda il diritto all’indennità sostitutiva delle ferie nel caso in cui un lavoratore non abbia  potuto esercitare tale diritto per un fatto illegittimo del datore di lavoro.

La Redazione

Visualizza il documento: Cass., 10 gennaio 2019, n. 451

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