La Cassazione si pronuncia sui limiti di utilizzo dell’agenzia investigativa per controllare i dipendenti.

di Redazione -

Si segnala la recentissima sentenza della Suprema Corte n. 21621 del 4 settembre scorso in tema di controlli da parte del datore di lavoro.

La Cassazione afferma l’importante principio secondo cui i controlli del datore di lavoro (nel caso di specie effettuati attraverso un’agenzia investigativa) non possono avere ad oggetto «né l’adempimento né l’inadempimento dell’obbligazione contrattuale del lavoratore di prestare la propria opera».

In sostanza per la Cassazione il controllo dell’agenzia investigativa non deve sconfinare nel controllo puro e semplice dell’attività lavorativa, controllo quest’ultimo che può essere effettuato esclusivamente dal datore di lavoro.

La Redazione

Visualizza il documento: Cass., 4 settembre 2018, n. 21621

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