Ancora una decisione in tema di rinunce e transazioni

di Redazione -

Si segnala l’interessante e recentissima ordinanza n. 20913 della Corte di Cassazione secondo la quale le transazioni contenute in una conciliazione giudiziale che hanno posto fine ad un contenzioso sono sottratte al regime di impugnabilità previsto dall’art. 2113 c.c., mentre diversamente restano esperibili le normali azioni di nullità e di annullamento dei contratti, rispetto alle quali, pertanto, l’intervento del giudice (limitato al rispetto delle formalità di cui all’art. 88 disp. att. cod. proc. civ.) non può esplicare alcuna efficacia sanante o impeditiva.

In sostanza, secondo la Cassazione si applica l’art. 2113 c.c. e, dunque, le rinunzie e le transazioni che hanno per oggetto diritti del lavoratore derivanti da disposizioni inderogabili della legge e dei contratti o accordi collettivi concernenti i rapporti di cui all’articolo 409 del codice di procedura civile, non sono valide ogni qualvolta tali accordi riguardino diritti non ancora sorti o maturati, anche perché gli effetti attribuiti al verbale di conciliazione giudiziale non possono certamente equipararsi a quelli di una sentenza passata in giudicato con la conseguenza che esso resta soggetto alle ordinarie sanzioni di nullità.

La Redazione

Visualizza il documento: Cass., 30 settembre 2020, n. 20913

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